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cucina toscana - rostinciana sulla griglia

Variazioni olandesi sulla cucina toscana

Loro erano una ventina ed io ero solo.

Loro erano tutti romani e io no.

Loro erano il gruppo dei colleghi con cui lavoravo, ed il lavoro era uno di quelli che si fanno in trasferta.

Era appena arrivata in sede la conferma di una lunga commessa da realizzare in Olanda, dalle parti di Nijmingen,

cucina toscana

ridente cittadina dotata di tutte le caratteristiche tipiche del luogo: canali, quartiere a luci rosse, coffee-shop licenziosi, molte biciclette, mentalità aperta e NESSUNA tradizione gastronomica in curriculum, tant’è che gli olandesi mangiano prevalentemente “straniero”.

Eppure, una sorta di boato si levò dal gruppo dei miei colleghi capitolini: “Le Spare-Ribs!”.

Chiesi lumi, ma non ne trovai. In breve, mi fu detto: “Aspetta e vedrai”, col tono di chi sta per essere iniziato al culto della leccornia delle leccornie: le spare-ribs, appunto. Per il resto, fecero i misteriosi, dandosi di gomito come a dire: “Pensa che faccia farà il toscano quando le assaggerà”.

Non era ancora sorta l’alba dei motori di ricerca quindi aspettai trepido, finché non giunse il giorno fatale: seduti al ristorante che loro già conoscevano, visto che solo io ero alla prima di quelle trasferte a cadenza annuale legate al vicino autodromo di Assen, aspettavamo che i camerieri ci introducessero ai segreti di quel culto. Un’iniziazione per me, un attestato di fedeltà per loro.

Allo scoprire dei vassoi, sgranai gli occhi e non seppi trattenermi, sospeso a metà tra stupore e un’incontenibile ilarità. Le famose spare-ribs altro non erano se non della banalissima ‘rostinciana’, un piatto base della cucina toscana, l’ingrediente-che-non-può-mancare in qualsivoglia festa di piazza, di partito, di circolo caccia&pesca, della Pro-Loco, della Polisportiva di tutta la mia regione d’origine, la Toscana.

Non c’è grigliata senza rostinciana. Se dovessi inventare uno slogan per questa pietanza, ecco, proporrei questo.cucina toscana Dal falò adolescenziale con la comitiva di amici al più compassato barbecue in giardino, oltre che in tutte le circostanze festaiole e pubbliche di cui sopra, ecco l’elenco del “non può mancare”, in ordine crescente di budget spendibile: wurstel del supermercato, salsicce, rostinciana, galletto, spiedini, braciola di maiale, bistecca disossata, fiorentina.

Prendi la rostinciana, che altri chiamano rosticciana o costoline di maiale, la lasci intera invece che spezzarla in segmenti di 3-4 costoline ciascuno, la cuoci decisamente troppo, fintanto che la carne non assuma la tipica consistenza del bollito, la spennelli con una salsa rossa di difficile decodificazione, un po’ agrodolce, un po’ piccante, un po’ worchester et voilà Sua Maestà le Spare-ribs. Magia del nome: con quel che le pagai, in Italia avrei fatto felice tutta una classe del liceo in gita al mare.

Quel che mi meravigliò, fu soprattutto che 20-30 giovani uomini romani abituati per lavoro a girare l’Italia, l’Europa e il mondo intero, avessero dovuto aspettare di trovarsi in una sperduta cittadina olandese per “scoprire” ciò che avrebbero facilmente trovato già a Capalbio- Provincia di Grosseto, a 110 km di SS1-Aurelia dall’uscita N.1 del Grande Raccordo Anulare.

Di recente, su queste pagine, sconsigliavo di mangiare italiano all’estero, salvo rare e comprovate eccezioni, e raccomandavo piuttosto di arrischiarsi a sperimentare le specialità locali, che molto spesso sono migliori di quanto il nostro orgoglio nazionale di alfieri della buona cucina ci permetta di immaginare. Nel caso dell’Olanda, però, sento di dovermi smentire: o vi portate le scorte da casa e qualcosa con cui cucinarle, o meglio fare il giro dei ristoranti etnici. Se il top del top della proposta locale è una scialba imitazione di uno dei piatti più nazional-popolari, meglio forse ripiegare sui dolcetti dei coffee-shop. Ma fate attenzione che non siano quelli “special”, perchè uno degli ingredienti potrebbe risultare estremamente particolare per il vostro palato (e non solo per quello). Addirittura stupefacente…
Prosit!

Baccoinfesta

Baccoinfesta

Nasce divoratore della qualsiasi e passa l'intera vita ad affinare il gusto. L'unica forma d'arte che pratica in pubblico è costruire ghiribizzi astratti con le molliche del pane. Niente di più transitorio, insomma.

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Nikita Parker
Giornalista e storyteller. Al ristorante guardati intorno, la mora in little black dress e taccuino intenta a mangiare pesce o a sorseggiare bollicine potrei essere io...
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